La Scimmia Vestita

Dalle tribù di primati all’intelligenza artificiale

Questo non è un libro di fisica, ma è bene parlarne su Il Nuovo Saggiatore perchè fornisce un’ulteriore dimostrazione di quante cose straordinarie può fare la fisica in altri campi del sapere e della ricerca. Tanto più se la competenza del fisico si coniuga con quelle di altre discipline, in questo caso di antropologia economica. Claudio Tuniz, com’è noto, è gradualmente passato da ricerche di fisica nucleare fondamentale all’applicazione della fisica nucleare allo studio della paleontologia umana e dei beni culturali, partecipando a molte spedizioni archeologiche, fra le quali spiccano quelle finalizzate alla ricostruzione cronologica della preistoria australiana e alle prime migrazioni umane in quel continente. In questo libro Claudio Tuniz, all’ICTP di Trieste e al Centro Fermi di Roma, ma anche all’University of Wollongong, Australia, e Patrizia Tiberi Vipraio, già professore ordinario di Politica Economica all’Università di Udine e docente in varie università del mondo, ricostruiscono in meno di 300 agili pagine l’avvincente storia evolutiva dell’Homo sapiens sulla base dell’imponente letteratura scientifica prodotta negli ultimi decenni. Si apprezza immediatamente l’eccellente qualità divulgativa del libro, dove la narrazione sempre chiara e scorrevole delle straordinarie scoperte paleontologiche, delle analisi e interpretazioni che concorrono alla costruzione di un quadro sempre meglio delineato della preistoria umana, è dettagliatamente corredata di riferimenti a lavori scientifici (quasi 350!) apparsi nelle migliori riviste internazionali.

La collaborazione dei due autori nell’alta divulgazione ha un precedente in Homo sapiens: una biografia non autorizzata, sempre presso Carocci editore (2015), felicemente tradotto in inglese come Humans: an Unauthorized Biography (Springer, 2016).

In sintesi si espongono la discendenza e biodiversità umana (con probabile delusione dei razzisti, posto che sappiano leggere), la vestizione e la marcia per l’egemonia, l’origine femminile del linguaggio e della cultura, l’alimentazione, le malattie, la vita da ominidi e i culti. Tutto concorre allo sviluppo del cervello, dell’immaginazione e della creatività, del linguaggio simbolico, dell’economia e della conoscenza scientifica, fino allo straordinario sviluppo recente, quasi istantaneo rispetto alla durata delle epoche precedenti. Da qui si passa alle ipotesi sul futuro tecnologico, fatto di reti digitali, intelligenza artificiale e robot, reti neurali, armi intelligenti e così via.

Quanto il grande teorico dell’economia politica Frank Stilwell scrisse del precedente Humans (J. Austral. Polit. Econ., Vol. 79, Winter 2017) vale esattamente per questo libro: “This great little book deserves to be read by all people concerned to understand where we, as a species, came from and how the challenges we now face reflect that long historical evolution”.

Ma in che modo la nostra storia evolutiva, ancorché perfettamente conosciuta, potrà aiutarci a immaginare il futuro? Potremmo confidare nel teorema di Taylor: se l’evoluzione della società è una funzione continua del tempo in tutte le sue derivate e ci consente di conoscerle al presente, potremmo prevedere cosa ci riserva il futuro. Purtroppo le scoperte scientifiche così come le decisioni politiche e le rivoluzioni creano discontinuità sia pure locali, e la conoscenza dell’evoluzione futura resta problematica.

È un fatto che lo sviluppo tecnologico immaginato, pur avendo un impatto generalizzato, è compreso da una percentuale sempre minore di persone. Se da un lato l’evoluzione del diritto è passato dalla scala tribale a quella nazionale e quindi globale, e così la condivisione del potere è passata dagli antichi monarchi semidei alle moderne democrazie, dall’altro lato la condivisione della conoscenza segna il passo, essendo la scala temporale del progresso scientifico divenuta molto più breve di quella evolutiva del diritto e della politica. Pur con tutti i modelli matematici, i supercomputer, le reti neuronali e le intelligenze artificiali del mondo, quel crescente divario sta rendendo difficile prevedere il futuro sulla base del nostro passato remoto e recente. Posto naturalmente che esista un futuro per un Homo che da sapiens sta rapidamente mutando in insipiens, al punto di distruggere il suo stesso habitat naturale. Il problema è colto molto bene da istituzioni sovranazionali come l’UE (si vedano, ad esempio, alcuni punti relativi alla knowledge-based society e knowledge-based economy della Strategia di Lisbona, 2000) e l’ottimo saggio di Andrea Cerroni (UNIMIB) su Scienza e società della conoscenza (UTET, Torino 2006). La condivisione del potere, fondamento delle moderne democrazie, non può prescindere dalla diffusione e condivisione della conoscenza. A quest’ultimo vitale obiettivo questo avvincente libro dà un importante contributo.


Giorgio Benedek
Università di Milano Bicocca


Claudio Tuniz, Patrizia Tiberi Vipraio
La Scimmia Vestita
Dalle tribù di primati all'intelligenza artificiale
Le Sfere. Carocci editore, Roma 2018
pp. 271, € 21,00
ISBN 978-88-430-9079-2