Tempo

Guido Tonelli

“Se non avessimo abitato un angolo dell’universo caratterizzato da fenomeni periodici e regolari che da sempre ci affascinano, non avremmo mai sviluppato la nozione comune di tempo. Ci siamo cullati nell’illusione di essere al centro di un meccanismo perfettamente congegnato, eterno e immutabile. Per questo tutti gli episodi che spezzano l’incantesimo ci fanno sprofondare nell’angoscia”.

In queste poche righe è racchiuso l’affascinante e sfaccettato percorso- confronto sul tempo e nel tempo lungo cui ci accompagna Guido Tonelli, ricercatore ben noto internazionalmente nel campo della fisica sperimentale delle particelle elementari, ma anche divulgatore scientifico di grande valore come il suo libro “Tempo” ancora una volta testimonia.

Prima di arrivare alla fisica, Tonelli non esita a farci compiere un’avventurosa escursione negli altri campi del sapere che si sono confrontati con la nozione di tempo. A partire dal quadro antropologico: l’ineluttabilità della morte vista quale termine ultimo del “tempo nostro” o quale preludio ad un eterno presente in un “aldilà” tratteggiato in modi tanto diversi da sistemi etici e religiosi di ogni epoca. Tonelli ben caratterizza il nostro ambiguo rapporto col tempo tra desiderio di dominarlo (ad es. attraverso i tanti strumenti sempre più precisi con cui misurarlo) e l’inevitabile sottomissione ai suoi dictat. Così rivediamo il tempo nella pittura, dalle “Tre età dell’uomo” di Giorgione ai tanti autoritratti in momenti diversi della vita di Rembrandt, dalla morte cosmica di Giotto nella Cappella degli Scrovegni agli “Orologi molli” di Dalì. Numerose e sempre interessanti sono le incursioni attorno al tema del tempo in altri territori del vastissimo campo artistico, dalla letteratura alla musica, dalla scultura all’architettura.

Tonelli non manca un conciso ma intenso appuntamento con la filosofia. In Parmenide il tempo viene visto quale illusione figlia del divenire in contrapposizione con la realtà immutabile dell’Essere. Contrasto magnificamente ripreso nel pensiero di Platone nella dicotomia tra tempo che scorre nel mondo materiale ed “eterno presente senza tempo” del mondo delle forme. Tonelli prosegue con Sant’Agostino che già nel IV secolo d.C. “interiorizza” il tempo: “È in te, anima mia, che misuro il tempo... il tempo è lei – non è il tempo quello che misuro”. Lungo questo percorso Tonelli arriva alle recenti conquiste relative al nostro clock interno nelle neuroscienze e nella medicina.

La “frantumazione” del concetto di tempo a cui assistiamo in epoca moderna trova la sua espressione massima nel campo della fisica nella transizione tra la fisica classica newtoniana e la fisica moderna della Relatività e della Meccanica Quantistica.

Il tempo assoluto di Newton scorre lungo una linea universale nel maestoso teatro a pareti rigidamente fisse che è lo spazio: “il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente”, ci dice chiaramente Newton nel 1687. In effetti, non tutti concordano con Newton: spicca, fra gli oppositori, Leibniz che, in maniera molto moderna, lega tempo e spazio alla materia.

In fisica l’”uno-due” micidiale al tempo assoluto, come lo definisce Tonelli, comincia nel 1905 con la Relatività Ristretta di Einstein in cui il risultato della misura dell’intervallo di tempo tra due eventi diviene dipendente dallo stato di moto dell’osservatore che compie tale misura. Procede poi, in maniera ancor più rivoluzionaria, una decina di anni dopo quando nella Relatività Generale Einstein lega indissolubilmente spazio e tempo alla materia ed energia presenti. Il grande, rigido, assoluto palcoscenico dello spazio-tempo newtoniano cede il passo a un teatro spazio-temporale completamente plasmato, deformato dalla materia ed energia che vi si trovano. Tonelli ci mostra chiaramente attraverso vari esempi come questi concetti apparentemente astratti della Relatività vengano poi ad influenzare molto concretamente la nostra vita di tutti i giorni (si pensi ad esempio al nostro continuo utilizzo del Gps).

La Relatività ha conseguenze profonde nella nostra esplorazione del micro-cosmo (particelle elementari e loro interazioni fondamentali) e macro-cosmo (struttura ed evoluzione dell’universo) in cui Tonelli ci conduce con linguaggio semplice, ma al tempo stesso rigoroso. Nel mondo microscopico come nei primi istanti dell’universo dopo il Big Bang la Relatività viene a contatto con l’altra grande rivoluzione scientifica del XX secolo, la Meccanica Quantistica. L’incontro- scontro tra le due grandi teorie trova il suo apice nella situazione più estrema di spazio- tempo “curvati” dalla materia: i buchi neri. Tonelli riesce nella non facile impresa di farci almeno assaporare la gamma di meravigliose (e terribili) sorprese che ci attendono in quell’affascinante laboratorio quantistico- relativistico che è per l’appunto il buco nero. Addirittura, in alcune delle pagine più emozionanti del libro, Tonelli ci “accompagna” all’interno di un buco nero: partendo da una reale scommessa tra Hawking e Thorne nel 1974 sull’esistenza dei buchi neri, l’autore immagina una scommessa tra i due con Thorne che si cala all’interno di un buco nero, mentre Hawking lo guarda da un’orbita a distanza di sicurezza.

Altrettanto affascinanti risultano altri “viaggi” descritti nel libro: ad esempio quello sulla “freccia del tempo” e il connesso costante aumento dell’entropia nel misterioso intreccio tra la simmetria (quasi) esatta per inversione temporale nel caso di processi tra particelle elementari e la completa violazione di tale simmetria quando passiamo a sistemi complessi. Fino ad arrivare al confine ultimo nella nostra incessante ricerca di “dominare” il tempo in teorie di frontiera in cui viene addirittura negata l’esistenza di Chronos, vale a dire in cui il tempo non compare neppure quale parametro fondamentale da cui dipendono le quantità fisiche della teoria. Alla fine dell’affascinante avventura sul tempo lungo cui ci accompagna in modo attraente e autorevole Tonelli, mi torna alla mente la sincera riflessione di Sant’Agostino di sette secoli fa: “Che cosa è, allora, il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so”.


Antonio Masiero
Università di Padova


Guido Tonelli
Tempo
Il sogno di uccidere Chrónos
Feltrinelli, 2021
pp. 192, € 17,00
ISBN: 9788807492921