Le rivoluzioni dell'universo

Giovanni F. Bignami

Noi umani tra corpi celesti e spazi cosmici

L’eredità di Nanni Bignami


L’ultimo libro di Nanni Bignami, uscito pochi mesi dopo l’improvvisa scomparsa dell’autore, è stato scritto con l’intenzione (dichiarata nell’Antilla, neologismo geniale creato per simmetria con la Postilla finale) di fornire un “bignami” (sfruttando l’omonimia con la casa editrice dei manualini di liceale memoria) sulle quattro rivoluzioni della storia recente dell’osservazione dell’Universo, tre avvenute negli ultimi decenni e la quarta imminente: 1) la rivoluzione cosmologica dell’Universo, del quale oggi sappiamo di conoscere solo una frazione modestissima (il 5% barionico; il resto è materia oscura, per il 27%, e energia oscura, per il 68%, cioè ignoto) ma riteniamo di sapere quando e come sia nato e come stia evolvendo, 2) la rivoluzione planetologica “di contatto” dei corpi del Sistema Solare che ormai fotografiamo da vicino e talvolta tocchiamo con strumenti mandati in loco, 3) la rivoluzione planetologica della scoperta e dello studio dei pianeti di altre stelle e, prossima ventura, 4) la rivoluzione astrobiologica, dello studio della vita extraterrestre. Per raccontare queste rivoluzioni, Bignami descrive i diversi approcci osservativi (messaggeri di informazione: onde elettromagnetiche, meteoriti, raggi cosmici, neutrini e onde gravitazionali). Un libro serio, ricco di dati scientifici e informazioni storiografiche sulle più moderne teorie e scoperte sperimentali.

Nanni Bignami però era un grande divulgatore, un mattatore abituato a coinvolgere spettatori e lettori trascinati dalle sue presentazioni. Dichiarando di temere che un manuale serio rischiasse di essere noioso, ha riempito il libro di aneddoti riguardanti esperienze personali proprie o dei protagonisti delle scoperte. Il risultato è che il libro non solo è istruttivo, ma è anche di piacevole lettura. Ci si trova immersi nei racconti dei vari eventi come se vi avessimo assistito in prima persona e colpisce il fatto che l’autore a molti di questi eventi abbia davvero partecipato, talvolta come primo attore, talaltra solo come spettatore, quasi sempre conoscendo di persona i protagonisti o il loro più stretto entourage. Il libro ha molti risvolti autobiografici, per cui l’impressione che se ne ricava è che tutte queste rivoluzioni, anzi l’intero Universo, al centro abbiano proprio lui, Nanni Bignami. Del resto, lo scrive lui stesso: ci sono stati più miglioramenti tecnologici e teorici “nel corso della mia carriera (40 anni abbondanti) che nei 400 anni trascorsi dai tempi di Galileo …”.

Si parte con un tweet (Gran botto, nasce materia, poi stelle, molecole, pianeti, Darwin e noi, tredici miliardi di anni dopo. E domani? Più difficile, ma proviamo), che è il riassunto sia dell’evoluzione dell’Universo che del libro, e si va dal Big Bang alla fine dell’Universo (e meno male che per quella data noi non esisteremo più, come Bignami ci ricorda con informazioni serie e considerazioni facete), passando dalla vita su pianeti di stelle lontane alla fine della vita nel Sistema Solare. Si va dai grandi telescopi a terra e nello spazio alle citazioni di Orazio, Darwin, Calvino e von Braun, in ordine sparso, da premi Nobel assegnati giustamente a premi Nobel meritati ma non assegnati. Ci sono tutte le grandi imprese cui Bignami ha dato un contributo fondamentale, come scienziato o come figura di riferimento istituzionale e, naturalmente, c’è la storia di Geminga (da pronunciarsi gheminga, nell’accezione meneghina di “non c’è”), l’anomala stella di neutroni cui Patrizia Caraveo e lui hanno dedicato una buona parte della loro vita di scienziati. E da buon visionario qual era, ci fornisce anche le premesse e le promesse per l’apoteosi dell’astrofisica multimessenger cui stiamo assistendo in queste settimane con la clamorosa scoperta delle onde gravitazionali e della loro controparte elettromagnetica, il risultato dell’esplosione di due stelle di neutroni in coalescenza (sì: proprio le sue amate stelle di neutroni), clamoroso esempio di sinergia fra telescopi e strumenti di tutti i tipi e fra fisici e astrofisici. Sono certa che se il destino gli avesse consentito di partecipare anche a questo evento, avrebbe fatto faville nel raccontarcene gli aspetti più scientificamente importanti e quelli più prosaicamente curiosi (ad esempio, in questa esplosione dovrebbe essere stata prodotta una grande quantità di oro: lui avrebbe subito pronosticato una nuova caccia all’oro …).

Nanni Bignami era un personaggio di vasta e profonda cultura delle lettere e delle arti, profondo conoscitore della lingua italiana, abituato a usare nei libri e sui quotidiani un linguaggio scorrevole e colloquiale, adatto a coinvolgere il grande pubblico. In pratica, scriveva come parlava, o parlava come scriveva, e in tanti – non solo fra chi lo conosceva personalmente, ma anche fra chi lo seguiva in televisione o alle conferenze pubbliche – leggendo un suo libro o un suo articolo su un quotidiano avevano la sensazione di trovarselo davanti a parlare. Questa sensazione rimane intatta anche con questo libro, salvo che stavolta l’impatto emotivo è più forte perché lui non c’è più. Un motivo in più per lasciarsi trascinare e coinvolgere un’ultima volta.


Monica Tosi
INAF - Osservatorio Astronomico di Bologna


Le rivoluzioni dell'universo
Noi umani tra corpi celesti e spazi cosmici
Giovanni F. Bignami
Grandi Orizzonti. Giunti, 2017
pp. 240; € 20.00
ISBN - EAN: 9788809834583