In ricordo di Alfonso Sutera (1950-2013)

Alfonso Sutera

Alfonso Sutera ci ha lasciati improvvisamente l'8 dicembre scorso nella sua casa a Roma, all’età di 63 anni, nel pieno delle sue funzioni di docente a “La Sapienza”, di coordinatore del settore disciplinare di Fisica della Terra e del mezzo circumterrestre, di responsabile scientifico o di promotore di importanti progetti, lasciando sgomenti studenti, amici, colleghi. Al suo funerale, nella Chiesa dell’Università nella quale insegnava, il 10 dicembre, lo abbiamo insieme accompagnato nel suo ultimo viaggio ed insieme abbiamo ricordato le sue grandi doti di scienziato e di uomo. Per un amico è difficile separare i due aspetti. Resterà per sempre nel ricordo una rara persona con la quale si poteva parlare di fisica a tutto campo, dalla cosmologia alla geofisica, dalle particelle elementari al sistema clima, sia nelle sedi appropriate del CNR o del suo Dipartimento che passeggiando o cenando in trattoria. Ne risultava sempre un arricchimento interiore anche per la sua capacità di allargare lo sguardo alla storia, alla politica, alla musica, alla cultura.

Ho conosciuto Alfonso per la prima volta nei primi anni ottanta in un luogo inconsueto, il Center for Environment and Man nel Connecticut, ove lavorava mentre era anche Faculty Member nel Department of Geophysics and Geology dell’Unversità di Yale, e dove rimase fino al 1990. L’amore verso la famiglia, per lui, profondamente siciliano (era nato a Trapani il 29/10/1950) nel carattere e nelle tradizioni, fu determinante nella sua scelta di rientrare in Italia, lasciando posizioni di prestigio negli USA. Col suo ritorno in Italia, prima all’Università di Camerino e poi, dal 1996, all’Università “La Sapienza” con la cattedra di Fisica Generale, la nostra conoscenza si è via via trasformata in profonda amicizia, accomunati come siamo stati negli sforzi, spesso resi vani per i tanti ostacoli, tesi a dare alla fisica della terra fluida, alla fisica dell’atmosfera ed alla meteorologia il ruolo che spettava a queste discipline nel quadro delle fisica italiana.

La sua importante ed intensa attività scientifica ha riguardato lo studio della circolazione generale dell’atmosfera, la risonanza stocastica ed i cambiamenti climatici, i processi d’instabilità baroclina, la formazione di getti multipli zonali in troposfera, l’interazione troposfera-stratosfera, l’idrologia, con contributi fondamentali nel monitoraggio della siccità, e nel telerilevamento da satellite per il sondaggio atmosferico.

La notorietà mondiale gli venne già dal 1981col contributo (insieme a R. Benzi, G. Parisi e A. Vulpiani) che ha portato a spiegare i cambiamenti climatici a grande scala temporale (circa centomila anni, dai calcoli di meccanica celeste della teoria di Milankovitch) con le variazioni della costante solare. Con la risonanza stocastica ha proposto che l’effetto combinato di rumore e periodicità generi variazioni quasi periodiche della temperatura. Questo interesse alla risonanza stocastica è continuato in Alfonso anche per le possibili applicazioni in biologia ed in sistemi tecnologici. In tempi recentissimi ho cercato per lui contatti per dimostrare la possibilità di un uso del meccanismo anche nell’amplificazione dei segnali con circuiti elettronici accoppiati ed in problemi biologici di comunicazione intracellulare.

Importanti risultati Alfonso Sutera ha conseguito in tutti gli altri campi di cui si è occupato dalla fluidodinamica geofisica alle proprietà statistiche della circolazione generale. Ha contribuito, direttamente sia come revisore di proposte, alla definizione delle missioni di Agenzie nazionali (Agenzia Spaziale Italiana) ed internazionali (NASA, NSF) che come revisore ed editor per le maggiori riviste scientifiche della fisica dell’atmosfera. In questo ambito va ricordata anche la sua presenza nel Board Editoriale di EPJ Plus, rivista prodotta dalla Società Italiana di Fisica in collaborazione europea.

Un mese prima della sua scomparsa, l’8 novembre 2013, era stato eletto membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. La fotografia che mostriamo è di quel momento.

Vorrei ricordare come nota finale la sua dedizione assoluta all’insegnamento ed all’Università. Era presente nel suo studio in Dipartimento a disposizione degli studenti in ogni momento, per discutere gli elaborati, per approfondimenti ed incoraggiamenti. Ci ha lasciati mentre era impegnato nel costituire, districandosi fra sempre più restrittivi regolamenti, un Corso di Laurea congiunto tra l’Università “La Sapienza” e l’Università dell’Aquila che dispiegasse al meglio le capacità formative per il nostro settore.

È stato un allenatore indefesso della propria coscienza laica.

L’acuta e stimolante intelligenza, l’ amore per la fisica, l’ironia bonaria e la vasta cultura di Alfonso Sutera ci mancheranno sempre.


Franco Prodi
ISAC-CNR e Università di Ferrara

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