Ettore Majorana, lo scomparso

S. Roncoroni

e la decisione irrevocabile


Ettore Majorana, il famoso fisico teorico allievo di Enrico Fermi, scompare in circostanze misteriose nel Marzo del 1938, poco più che trentenne, da Napoli, dove è stato nominato pochi mesi prima professore di Fisica Teorica per chiara fama.

Da allora, le più svariate e contraddittorie ipotesi sulla sua reale personalità, sulle motivazioni della sua scomparsa, e sul suo destino, si sono accavallate con disordine. Solo negli ultimi anni, sulla base dell’analisi critica di nuovi documenti, comincia a delinearsi una figura scientifica, culturale, e umana di Ettore Majorana, profondamente diversa dalle credenze fortemente radicatesi nei decenni.

In particolare, la sua attività scientifica risulta più vasta e profonda di quanto creduto, così come la sua influenza sulle ricerche condotte a Roma, da Fermi e i suoi collaboratori. Per quanto riguarda la sua scomparsa e il suo destino, è possibile porre dei punti fermi, che escludono il suicidio, mostrano evidenza di un suo ritrovamento nella primavera del 1939, e purtroppo fissano nell’estate del 1939 la fine della sua esistenza terrena.

Ulteriori ricerche sono necessarie per precisare le ragioni della scomparsa e le cause della morte, avvenuta più di un anno dopo. Purtroppo il libro di Stefano Roncoroni non fornisce elementi significativamente validi per nessuno dei problemi aperti.

Viene proposta una versione, liberamente trascritta, di una breve biografia di Ettore Majorana, compilata nel 1939-1940 dallo zio Giuseppe (1863-1940), conservata, in varie stesure e incompiuta, presso la Biblioteca Regionale Universitaria di Catania.

Seguono alcune centinaia di pagine di commento, di disagevole lettura, in cui si affollano confusamente citazioni frammentarie di documenti di archivi pubblici e privati, reminiscenze personali, valutazioni psicologiche, riferimenti a informazioni raccolte acriticamente da varie fonti, e illazioni varie per lo più senza fondamento.

Ettore Majorana sarebbe stato affetto da una sindrome di autismo di Asperger. Ipotesi palesemente contraddetta dalla ricchezza di rapporti umani, familiari e sociali intrattenuti, dall’umorismo, dallo spirito critico e autocritico, emergenti dalla sua corrispondenza, e dai suoi atti concreti documentati.

Risulta poi anche immotivato il persistente rilievo, mosso nei confronti della Famiglia, compreso Giuseppe, di aver deliberatamente nascosto il vero motivo della scomparsa, considerata dall’Autore, senza spiegazioni, come un fatto puramente interno alla Famiglia stessa.

Nel complesso, l’operazione portata avanti in questo libro va respinta con fermezza, perché lesiva della memoria di Ettore Majorana e della sua Famiglia, oltre che nei confronti della realtà storica.

Ogni ricerca sulla scomparsa e sul destino di Ettore Majorana deve tenere presente che l’obiettivo primario è quello di pervenire ad una migliore conoscenza della sua opera scientifica, su cui c’è scarsissima documentazione per il periodo 1933-1939, e del valore della sua eredità anche culturale e morale.

Nel parlare della scomparsa è necessaria una estrema serietà. Lasciamo riposare in pace Ettore Majorana e la sua Famiglia.


Francesco Guerra
Università di Roma “La Sapienza”
INFN, Sezione di Roma

Nadia Robotti
Università di Genova
INFN, Sezione di Genova


S. Roncoroni
Ettore Majorana, lo scomparso
e la decisione irrevocabile
Editori Internazionali Riuniti, 2013
pp. 416, € 18,00
ISBN 9788835992370

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